Quindici capolavori d’arte svelano la collezione haute couture per il prossimo autunno inverno di Valentino firmata Pierpaolo Piccioli.

La performance intitolata “Of Grace and Light” è stata presentata il 21 luglio dal vivo presso lo studio 10 di Cinecittà a Roma, al cospetto di una ristrettissima cerchia di critici di moda e sancisce il ritorno alla vita per la moda, costretta delle vicissitudini del 2020 a convivere e comunicare tramite il digitale.

Piccioli ha messo in scena il sogno in una cornice reale, con il sostegno e aiuto del regista e fotografo Nick Knight. L’artista del virtuale entra nel processo creativo con la personale visione della magia in quest’epoca. Un video mostrato in anteprima mostra i quattro elementi acqua, fuoco, terra e aria che irrompono animando gli abiti con effetti speciali di luci e movimenti.

La collezione è un segno della contemporaneità, caratterizzata dalla pandemia-fobia e dalla paura verso il futuro: nasce “da una situazione difficile segnata dal senso del limite”, come afferma lo stesso Piccioli. E il direttore creativo vuole propriamente superare il senso del limite con creazioni dalle proporzioni inaspettate, lunghe dai 4 ai 5 metri utilizzando circa 400 metri di tessuto per ciascuna, con un lavoro difficile in pieno lockdown che ha comportato anche 3900 ore di lavoro fatto a mano.

È una visione eterea per gli occhi che fa palpitare il cuore. Un sogno di bellezza, arte e magia. Tutto ciò di cui avevamo bisogno. Le modelle(tra le quali la top model dell’anno 2019 Adut Akech e le italiane Vittoria Ceretti e Mariacarla Boscono) irraggiungibili, dee scultoree dalle silhouette vertiginose issate su piedistalli o sospese in volo dai movimenti fluttanti e impercettibili in cui l’abito torna protagonista e accende i nostri desideri. 

 

Ed ecco il trionfo di Rouches, piume, paillettes, taffettà, organza, tulle, solo e rigorosamente in candido bianco.

 

Guanti a specchio e copricapi di piume completano le opere d’arte pronte a regalare viaggi onirici.

 

Le parole di Pasolini tratte dalle lettere Luterane si leggono sullo schermo e rappresentano l’emblema della collezione: “Non vogliamo esser subito già così senza sogni”.

Le creazioni prendono vita attraverso la luce, il movimento, i colori, la musica. L’essere umano del resto danza e sogna. E l’ispirazione deriva dalla vita di Loie Fuller(sulle note malinconiche della Mary Magdalene di Fka Twigs), come aveva anticipato il designer, pioniera della danza moderna che ha influenzato il movimento dell’Art Noveau e il pensiero che a Lei riconduce si traduce nella libertà, grazie ed eleganza di questa collezione.

Una collezione da scoprire e amare come simbolo della rinascita sofferta e necessaria della Moda.

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