La nostra società, lo sappiamo bene, diventa ogni giorno più attenta a ciò che concerne l’estetica, soprattutto in fatto di abbigliamento. E indossare il capo giusto in una determinata circostanza è quasi d’obbligo.

Il dress code, letteralmente codice di abbigliamento, è un insieme di regole tacite socialmente adottate che determinano il modo più meno appropriato di vestire in varie situazioni. 

Ciò implica anche un aspetto sociologico, perché l’inosservanza del dress code porterebbe inevitabilmente a una sottintesa esclusione, ci si sentirebbe fuori luogo rispetto al contesto, quando invece prendendo parte a un evento vorremmo sentirci parte integrate dello stesso.
Non vi è una data precisa che specifichi l’introduzione del dress code, da sempre si è avvertita l’esigenza di creare delle regole di abbigliamento, come le norme comportamentali di buona educazione regolate dal galateo. Il codice di abbigliamento è stato così tramandato di generazione in generazione, evolvendosi e adeguandosi alle mutazioni della società.

 

Sono sei i codici riconosciuti e ai quali fare riferimento.

Black tie. 

Letteralmente cravatta nera, indica l’obbligo per l’uomo dello smoking nero, papillon nero, scarpe e calze nere. Per la donna si prevede un abito lungo da red carpet. Utilizzato per eventi prestigiosi, come première, prime teatrali, eventi istituzionali importanti, eventi di gala.

 

Blake Lively e Ryan Reynolds Golden Globe 2018

                                                            Blake Lively e Ryan Reynolds Golden Globe 2018

 

Black tie optional.

L’uomo non è obbligato a indossare lo smoking ma ha la possibilità di scegliere tra cravatta e papillon, sempre in abito scuro. Le donne possono indossare un abito da cocktail o pantaloni eleganti. Questo dress code è utilizzato per eventi prestigiosi e formali, e di recente anche per i matrimoni.

Black tie creative.

Si tratta di un dress code elegante, ma lascia spazio alla personalizzazione dell’outfit. Si può osare con il colore, per esempio l’uomo potrebbe optare per un completo bordeaux dal rever nero e la donna per un abito da cocktail colorato.

                                                                                        Ryan Gosling

 

Business Formal.

Prediletto per conferenze e pranzi di lavoro, questo dress code indica l’obbligo di indossare giacca e cravatta per l’uomo, tailleur per la donna che spazi dal blu, al grigio al beige. Trasmette un’immagine molto professionale. 

Business casual. 

Classico abbigliamento da ufficio per tutti i giorni che prevede per l’uomo libertà di accoppiamenti, anche spezzati, e per la donna la possibilità di indossare gonna a tubino o pantalone con una camicetta anche colorata. Unico divieto: jeans e sneakers.

 

Casual.

E’ l’unico no-dress code, ovvero non precede alcuna regola da seguire, ma come dice la parola, lascia tutto al caso, alla libera interpretazione personale. Utilizzato in tutti i momenti leisure della giornata, come apertitivi, brunch, passeggiate, cene informali.

Nell’abbigliamento casual rientra anche la sottocategoria Smart Casual, ovvero l’unico dress code che inserisce l’obbligo del jeans.

Il modo in cui ci vestiamo contribuisce a creare una prima impressione di noi stessi, che sia positiva e possa rafforzare la nostra autostima. Ragione per la quale sarebbe opportuno scegliere un abbigliamento sì coerente con il contesto al quale ci affacciamo, ma assolutamente comodo e confortevole da portare, che ci faccia sentire a nostro agio senza destare preoccupazioni di alcun genere.

Infondo, in medio stat virtus.

 

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