La moda è Timeless, lo sappiamo bene. Ed è geniale nella creazione di un desiderio. Quella di Saint Laurent per antonomasia. La sua genialità non invecchia, è riconoscibile ed è valida a prescindere dai cambiamenti del tempo, delle epoche, degli eventi, dei gusti. Il meraviglioso spettacolo messo in scena da Anthony Vaccarello ai piedi della Tour Eiffel lo scorso settembre ce lo ha ricordato. Uno show d’eccezione, durante la settimana della moda parigina, in cui il direttore creativo ha esaltato in modo sublime il capo che Yves per primo immise nel 1966 dentro al guardaroba femminile battezzandolo “Le Smoking”. 

Oggi, nell’ultimo lunedì di aprile in quarantena, la maison di Kering ha comunicato che non presenterà le collezioni in nessuno dei calendari ufficiali 2020, affidandosi piuttosto a un piano personale concepito in una prospettiva ottimizzata e guidata in primis dalla creatività.

Decidendo di saltare l’appuntamento con la Paris Fashion Week, Saint Laurent ha deliberatamente disposto di assumere pieno controllo delle tempistiche ridefinendo la sua schedule. Un messaggio forte e chiaro, un modo per mantenere il contatto con i volti amici della casa di moda e con il suo stesso pubblico a livello globale in misura intima e ridimensionata.

L’azienda stabilirà un suo calendario di uscite e lancerà le collezioni secondo un libero arbitrio strategico, affinché si incoraggi un atteggiamento più duraturo e meno effimero nei confronti di esperienze e prodotti.

Il direttore creativo ha rassicurato circa il ruolo centrale di Parigi nella storia(passata, presente e futura) della maison. Del resto, Saint Laurent ha uno spirito parigino intrinseco del quale mai si priverà. 

Francesca Bellettini, CEO del brand, ha lasciato intendere che si potrebbe organizzare uno show fisico prima della fine dell’anno, ma scopo primario adesso è dare espressione alla creatività senza forzarla entro limiti di tempo e spazio.

La modalità di presentazione delle collezioni rimarrà comunque la stessa, Uomo e Donna sfileranno secondo calendari diversificati e ogni presentazione sarà programmata per comunicare l’idea e la natura di ogni collezione. I  pezzi saranno di forte impatto e immagine, interscambiabili con effetto mix and match, anche presi in prestito da stagioni precedenti.

La notizia della maison d’Oltralpe giunge tra l’altro dopo quella comunicata da Zegna, che svelerà la collezione Ermenegildo Zegna XXX P/E 2021 a luglio, lontano dalla Milano Fashion Week programmata a settembre.

È l’intero settore a comprendere adesso la necessità di ripensare e riconvertirsi, questo momento di fermo forzato rappresenta un’opportunità per ridare valore all’autenticità e la desiderabilità dei capi e per alimentare un ripensamento sui meccanismi del fashion, soprattutto alla luce di un danno economico a 10 zeri: si stima infatti una perdita pari a 40 miliardi nel 2020 per l’industria. 

In un momento di cambiamento e rimodulazione, la moda resta impaziente di comunicare la sua continua ricerca ed evoluzione e non c’è spazio per la noia, come ha affermato lo stesso Vaccarello.


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