Segnali di ripresa dopo il lockdown totale. E se la quarantena ha messo tutti alle strette, la Moda ha continuato ad ottemperare al complesso compito di custode del bello, reinventando strategie di vendita e promuovendo azioni in vista del futuro riavvio del settore a livello globale. L’imperativo è(e sarà sempre) non fermarsi.

Dopo 40 giorni di paralisi generale qualcosa si muove verso la giusta direzione. Lunedì 20, infatti, la sede Gucci di Scandicci(Firenze) riaprirà il laboratorio d’arte in cui si confezionano i prototipi della maison.

Marco Bizzarri, presidente e CEO di Gucci ha comunicato la notizia stamane, spiegando come “la riapertura avverrà nella massima sicurezza per i dipendenti”, sulla base delle disposizioni stabilite lo scorso 10 aprile. A dare la spinta propulsiva l’accordo siglato tra Confindustria Moda e le organizzazioni sindacali nazionali di categoria, in cui il Protocollo Condiviso del settore Moda definisce le modalità per la ripresa dell’attività nelle imprese dei settori tessile, moda e accessorio.

Di certo questa azione “permetterà di gettare le basi per una più ampia riapertura delle nostre sedi produttive e il riavvio della filiera del Made in Italy, quando consentito”, ha aggiunto il presidente Bizzarri.

La ripresa delle attività riguarderà un numero ristretto di dipendenti delle sede di ArtLab, centro dedicato alla ricerca e sviluppo e alle attività di progettazione e realizzazione di prototipi del marchio di Kering. I mezzi di prevenzione rafforzano ulteriormente le disposizioni governative di contrasto alla diffusione del Covid-19. Essi includono misure informative e formative del personale circa le norme igieniche e le corrette modalità di fruizione delle aree comuni. Sarà inoltre fornito un kit anti-contagio costituito da 3 mascherine, 2 paia di guanti, occhiali protettivi e set disinfettante. Le postazioni di lavoro utilizzate dagli impiegati garantiranno le distanze stabilite dalle norme attualmente vigenti, così come mensa, spogliatoi, break zones e verranno sanificate giornalmente.

E quando si parla di ArtLab, si menziona l’atelier del Bello

Una fabbrica molto diversa dai modelli a cui si è abituati, in cui il Bello aiuta a pensare, progettare e produrre altro Bello. In cui la collaborazione, l’artigianalità, la passione, la partecipazione sono valori imprescindibili.

Il grande laboratorio è steso su 37 mila metri ed è funzionale sì, ma soprattutto affascinante alla vista. Come affascinante è l’idea sulla quale si fonda, secondo cui la bellezza genera altra bellezza, lavorando meglio se felici(come confermano gli 800 dipendenti del lab).

Gli stessi artigiani sono liberi di esprimere la loro creatività nella progettazione dei prototipi di borse, valigie, piccola pelletteria, scarpe. Sono artisti che testano, tagliano, cuciono secondo i disegni del direttore creativo Alessandro Michele. E di tanta bellezza le maestranze sono orgogliose.

 

Lo stabilimento, inaugurato il 20 aprile 2018(esattamente due anni prima del reopening), nasce per contaminare tecniche e materiale, per diffondere nuove buone pratiche, per innovare prodotti e processi che esulino dalle strade ordinarie della moda. Un progetto esemplare che ha contributo a rendere la Toscana e l’Italia punto di riferimento internazionale per la Moda e il lusso Made in Italy. 

E la riapertura è mossa ancora una volta dal forte amore verso il nostro paese.

OMNIA VINCIT AMOR.

 

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