Missione cambio stagione modalità On: l’ora X è scattata ieri, quando boutique e negozi di abbigliamento e accessori hanno riaperto le saracinesche, rinnovando gli allestimenti e ridisegnando gli spazi dedicati allo shopping.

Dopo 67 giorni di lockdown a causa del Coronavirus, la ripartenza è stata graduale, come avevano anticipato le associazioni di categoria, con molti negozi rimasti chiusi, in attesa di ultimare le operazioni di sanificazione.

Nel centro di Milano, capitale indiscussa dello shopping, code piacevolmente lunghe ma gestibili dal mattino davanti a Rinascente in piazza Duomo, le cui nuove disposizioni permettono un numero massimo di 1500 visitatori a piano. Attesa per entrare da Zara in Corso Vittorio Emanuele ma delusione per la folla davanti Apple Store che ha inaspettatamente deciso di posticipare la riapertura. Riaperti tutti i negozi del Quadrilatero della Moda ma flusso moderato, anche perché gli stores di lusso hanno attivato il servizio di booking online, che dà la possibilità ai clienti di prenotare in anticipo la visita in negozio.

 

Scenario analogo a Firenze, dove in centro si registra flusso continuo ma debole. In via Tornabuoni, zona dei top brand, si passeggia in tranquillità senza assembramenti. LuisaViaRoma, negozio simbolo della città e rivenditore del mercato di lusso, opta invece per apertura pomeridiana.

A Roma, nel giorno della grande riapertura, molti commercianti decidono di rimanere chiusi come segno di rottura rispetto alle misure attuate dal governo. La protesta è rivolta alle misure insufficienti a far fronte ai debiti generati in queste settimane per affitti, utenze e tasse.

I brand di lusso non aderiscono allo sciopero e via dei Condotti, Trinità dei Monti e via Frattina registrano moderata affluenza.

Una ripartenza parsimoniosa, ma che sembra alimentare di già qualche polemica sui saldi, fissati in tutta Italia per il primo di agosto. Molti retailer, infatti, hanno aperto le attività con promozioni e sconti sulla merce primavera-estate attualmente in vendita.

Ciò che sta avvenendo cambia il modo di fare shopping, spinge verso la ricerca essenziale del buon gusto ma senza ignorare le frivolezze che ci fanno assolutamente sentire meglio. Il rinnovamento dei luoghi consacrati alla moda per rispondere all’emergenza sanitaria ci guiderà infatti a scelte emozionali, sentite e meno avventate. Gli ingressi numerati e gli appuntamenti su prenotazione nelle boutique ci faranno tornare ad assaporare il momento dell’acquisto, restituendo ad abiti e accessori quel valore intrinseco un pò perduto.

 La fase due segnerà cosi la rivincita degli atelier a discapito della vendita online?

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