Da 21 al 24 Gennaio è andato in scena uno degli appuntamenti più attesi nell’ambito delle fashion weeks: la presentazione delle collezioni Haute Couture a Parigi.

Nella location del Grand Palais, infatti, 30 stilisti hanno dato corpo alla loro audace, inaspettata ed emozionante creatività, creando delle vere e proprie fiabe, in cui ogni(fortunato) spettatore ha potuto immergersi e lasciarsi trasportare da esse.

A cominciare da Chanel, che ambienta la propria sfilata all’interno di un giardino maniacalmente ricostruito, ed ecco apparire una moderna Maria Antonietta, tra piume, cristalli e volumi esagerati. Colori pastello e argenti la fanno da padrone. La voce di Mina spiazza gli ospiti ma ancora di più l’assenza di Karl Lagarfel, spiegata con un comunicato ufficiale: il Direttore Creativo si sentiva stanco ed affaticato. Ad accogliere gli applausi e porgere i saluti finali, è apparsa Virginie Viard, direttrice dello studio creativo.

 

Maria Grazia Chiuri ha voluto un tendone da circo come location della sfilata Haute Couture. Magia, suspance e spettacolo catturano totalmente l’attenzione, trasportando gli spettatori in un altra dimensione. È una DREAM PARADE, così chiamata dalla stessa Chiuri. Tessuti leggiadri e romantici, come tulle, chiffon ed organza per dar vita a creazioni spettacolari. 

 

Si gioca con le illusioni ottiche di forma geometrica incastrate alla perfezione in un equilibrio di forme e armonie. Predominano il nero e il bianco, ma ritroviamo anche qui colori pastello e argento. A completare il tutto accessori spendenti, come il luminosissimo collant effetto polvere di stelle.

 

Anche la collezione Haute Couture portata in scena da Pierpaolo Piccioli svela una donna sensuale ed elegante, il cui corpo muovendosi lascia fluttuare i pregiati tessuti che l’accompagnano, in un gioco di forme e movimento delicatissimo. Ed ecco volant, balze, volumi e trasparenze. Ma l’emozione più forte durante la sfilata di Valentino è stata rivedere Naomi Campbell che ha chiuso lo show, un’emozione che lei stessa non ha saputo trattenere, commuovendo tutti i presenti.

 

 

Un’altra modella d’eccezione ha fatto il suo ingresso alla sfilata di Antonio Grimaldi: abito bianco asimmetrico, strascico e piume di struzzo per Asia Argento, sguardo fiero e passo sicuro a dimostrazione del fatto che la poliedricità sia un’arte. Lo stilista ha spiegato come l’attrice, così anticonformista, rappresentasse la sua collezione  ispirata al mito di Arianna. Una collezione caratterizzata da forme fluide e scultoree.

 

 

L’alta moda parigina vede inoltre il ritorno sulle passerelle dopo 16 anni della maison Balmain. Un mix tra sogno futurista e realtà cittadina, tra vintage e modernità. Un ritorno alle origini della maison con uno sguardo contemporaneo. E Olivier Rousteing ce la mette tutta per trasmettere l’amore e l’impegno per questa missione, a partire dalla creazione del nuovo logo Balmain a dicembre e dalla creazione di una app, fuori da solo una settimana. La sua collezione si ispira alla bellezza della Francia e di Parigi. La costruzione dei capi così difficile e tecnicamente audace mostra ancora una volta le sue abilità creative e immaginarie: perle, tweed, plastica, piume e denim intrecciati per creare volumi extra e accessori “couture“, come gli occhiali ispirati ai binocoli visti all’Opera.

 

 

Tutto questo è Haute Couture: creazioni fiabesche e azzardate allo stesso tempo, frutto dell’estro degli stilisti. Sicuramente capi non “accessibili” né tantomeno “indossabili“, ma le sensazioni che hanno scatenato rimarranno indelebili nell’immaginario collettivo, un viaggio tra sogno e realtà.

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