Cala il sipario sulla Milano fashion week, con un giorno d’anticipo e un mood mogio e inusuale. La kermesse meneghina ha dovuto fare i conti con l’emergenza sanitaria, tra comunicati last-minute, sfilate a porte chiuse ed eventi annullati. 

Giorgio Armani è stato il primo a prendere la decisione di registrare lo show a porte chiuse, a tutela dei suoi ospiti, e trasmetterlo in streaming, seguito da Laura Biagiotti, mentre alcuni eventi organizzati dalla Camera della Moda e le sfilate e presentazioni dell’ultimo giorno sono stati del tutto cancellati.

Re Giorgio presenta una donna rigorosa ma gentile. Una colonna sonora classica come il terzo concerto di Rachmaninov accompagna il passo silenzioso delle modelle. Un piccolo lago ricostruito, con foglie di piante acquatiche e uno sfondo nero è la scenografica in cui linee fluide, silhouette femminili e tessuti morbidi come il velluto volteggiano con un tocco romantico. Frange, stampe floreali e anche camouflage, che diventa raffinato, ad accompagnare un rosso lacca tra i tocchi di grigio perla e verde acqua.

Le ultime uscite sono un attento pensiero alla Cina: dodici modelle asiatiche a cui affida la chiusura e che indossano le creazioni Armani Privé presentate tra il 2009 e il 2019.

Nella stessa giornata, Prada convoca una conferenza stampa a sorpresa in cui annuncia che la direzione creativa del brand sarà per la prima volta condivisa da Miuccia e dallo stilista belga Raf Simons, già direttore creativo di Dior e Calvin Klein, preannunciando un percorso totalmente nuovo in nome del cambiamento e dell’innovazione.  

Ma la situazione globale attuale non ha(per fortuna) distolto l’attenzione di addetti ai lavori e fashion insider dalle novità e tendenze che via via sono andate definendosi nei giorni della fashion week per il prossimo autunno-inverno.

Accanto alle passerelle, 53 in totale, hanno visto luce 103 presentazioni e 41 eventi collaterali in calendario. Anniversari importanti, come i 50 anni di Sportmax e il decimo anniversario di Numeroventuno, ma anche una mostra attesissima, “Memos: a proposito della moda in questo millennio”, curata da Maria Luisa Frisa, aperta al pubblico fino al 4 maggio al Museo Poldi Pezzoli.

Una fashion week ricca, ricchissima di appuntamenti. Praticamente impossibile viverli tutti in un allegro e rumoroso viavai di cambi d’abito, code all’ingresso, scatti di flash veloci e continui, pit-stop fatti di caffè, di cocktail ribes e zenzero(che va per la maggiore) e di calici di champagne con cui si conclude la giornata agli eventi post-catwalk.

Il mood di questa fashion week è la Femminilità. E cosa c’è di più femminista dell’essere femminile? Molto probabilmente nulla, a giudicare dalle collezioni presentate. Forza e delicatezza, leggerezza e impegno, libertà dai cliché e dalle censure.

Secondo Moschino si può essere punk e sweet allo stesso tempo: nella sua passerella ha sfilato una Maria Antonietta pop-licious. In una inaspettata Corte di Versailles, tutto è pop e candy, profumo di macaron e zucchero filato, parrucche voluminose, colori pastello e abiti pomposi.

Tra gli eventi imperdibili, l’istallazione ideata da Moncler – Genius, un fashion hun stile Blade Runner per esporre 12 installazioni avveniristiche, volte a celebrare la collaborazione con altrettanti designer visionari, ognuno dei quali ha interpretato il piumino a modo proprio. Un progetto anti-convenzionale in piena fase sperimentale della maison, e ospiti del calibro di Will Smith.

 

Ma questa è anche una fashion week inclusiva, si ha voglia di aprire le porte dei misteriosi uffici di stile, oltre ad allietare i fortunati visitatori con le meravigliose creazioni in catwalk, perlomeno è ciò che ha fatto Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci. Nel quartier generale del brand fiorentino, gli ospiti si ritrovano in un enorme backstage, l’anticamera di fatto. Lo stesso Michele è lì, alla portata di tutti e si vive l’esperienza della sfilata dal punto di vista più intimo e personale. Modelle e modelli in accappatoio, diligenti e silenziosi, alle prese con gli ultimi ritocchi di trucco e parrucco.

Una volta seduti, una giostra felliniana(omaggio al cinema italiano) mostra le vestieriste che vestono e danno indicazioni alle top un attimo prima di scendere in passerella, c’è tutto l’ufficio stile, l’anima della collezione allo scoperto. Uno spettacolo(emozionante, vero e toccante)dentro lo spettacolo. A scandire il tempo un metronomo di Led incombe sopra di noi, a ricordare l’ossessione per il tempo che il designer rende pubblica. 

Intrattenimento nella sua chiave più teatrale, enigmatica e affascinante.

 

E cos’altro può essere la Moda(nel senso più intimus e magicus) se non la più astrusa, ammaliante, catalizzante tra le Arti?

2
(Visited 742 times, 1 visits today)

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *