Lo scorso 3 dicembre è stata presentata, come ogni anno dal 2002, la collezione di Chanel dedicata agli Métiers d’art: connubio perfetto tra l’io creativo della direttrice artistica Virginie Viard e il savoir-faire degli artigiani, francesi ma anche italiani. Tra loro i ricamatori di Lesage, gli specialisti della lavorazione in piuma Lemarié, gli artigiani dei bijoux di Desrues, i maestri in calzature di Massaro e gli artigiani dei guanti di Causse Gantier.

A fare da sfondo alle creazioni le mura del Château de Chenonceau nella Loira. Conosciuto come il castello delle dame, la magica location è strettamente legata alla vita di donne leggendarie che vi hanno abitato. Una tra tutte, Caterina De’ Medici, il cui emblema era un monogramma composto da due C intrecciate, proprio come quello di Chanel. E Coco ammirava le donne del Rinascimento, a cui si ispirava, non a caso il suo gusto per le gonne di pizzo e l’estetica di alcuni gioielli deriva proprio da lì. “Questo posto fa parte della storia di Chanel”, come ha affermato la stessa Viard.

Nella grande galleria in cui si è svolto il defilé, il pavimento in marmo bianco e nero con motivi a scacchi ricorda un gioco di dama a grandezza naturale e viene riportato sulle minigonne di paillettes, sulla gonna lunga in tweed patchwork con frange presentata con un maglione jacquard anch’esso bianco e nero.

Il tweed è nessuno onnipresente che rappresenta il fil rouge della collezione, accompagnato da borchie per un allure grintoso e moderno. Il nero è il colore principale, alternato al bianco, ma ritroviamo una terra bruciata in mezzo, anche se la palette cromatica ci accompagna sino al rosa pallido e all’azzurro, intercalati dal grigio.

Gli accessori d’arte sono un chiaro simbolo di riscatto identificativo della volontà di rinnovare l’estetica di Chanel, così pensata dalla direttrice creativa.

La collana con scritta e il chocker di velluto nero con cuore rosso, un chiaro ritorno agli anni Novanta, catturano l’attenzione, ma appaiono i guanti neri da passeggio e il cappello conico con veletta, per una sposa in nero o una vedova ribelle. L’elemento che però contraddistingue la collezione è il leggins: valore aggiunto ad ogni look, in colori pastello a contrasto con l’armonia delle stampe geometriche. Il tutto risulta attraente e confuso, melting pot tra epoche e stili diversi, Rinascimento e romanticismo, rock e femminilità, in una parola: Chanel.

La donna Chanel è indipendente e moderna, sa giocare con la moda e ne ama la storia, proprio come la testimonial contemporanea Kristen Steward, unica spettatrice della sfilata in presenza, seduta su una panca all’ingresso del salone centrale dell’imponente dimora. Per i fortunati destinatari degli inviti, attori del fashion system e professionisti del settore, vi è un accesso privato in diretta streaming per visionare da un salone adibito per l’occasione a sala stampa esclusiva e riservata.

L’aura di esoterismo, altro interesse comune tra Caterina de’ Medici Gabrielle Coco Chanel, la presenza di nobildonne rinascimentali e tristi, la musa contemporanea della maison come spettatrice, hanno reso lo show fiabesco, e, anche se ammirato in digitale, hanno lasciato il profumo di donna e non di fiori, proprio come il ricordo che lascia L’ intramontabile flacone nr 5.

 

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