Nasce a Catania un nuovo concetto di store in cui si intersecano tradizione, innovazione, esperienza e immaginazione. Perché ciò che si può immaginare si può realizzare. Lo sa bene Salvo Belfiore, imprenditore ventinovenne e figlio d’arte(il papà Angelo, esperto gemmologo, è fondatore dell’esclusiva linea di gioielli Zahir), owner e founder di BS LAB, luogo di bellezza e d’arte, multidisciplinare e avveniristico, spazio di lusso, dove il lusso è inteso come tempo da dedicare non meramente all’acquisto di un gioiello, ma magari all’ascolto della storia, unica e singolare, che quel gioiello racchiude, così come all’interscambio di opinioni, alla conoscenza, al confronto che possa sfiorare i più svariati argomenti attuali, individuandosi come Hub culturale, identità che Bs Lab ha fatto propria.

Tutti gli elementi presenti comunicano fino ad interagire affinché l’ospite venga accompagnato attraverso il percorso multisensoriale di scoperta e ne rimanga affascinato. Il progetto, curato dall’architetto Francesco Lipari(fondatore di OFL Architecture nonché uno dei creatori di Farm Cultural Park e direttore di SOU, scuola di architettura per bambini), è un gioiello nel gioiello: riproduce la forma tetraedrica del diamante e si divide in tre macro aree, ognuna delle quali caratterizzata da colorazione personalizzata, su 85 mq.

 

Specchi a tutta parete, 54 aste orizzontali e verticali in alluminio color bronzo Sicilia ed elementi architettonici configurano allo store la peculiarità di microhabitat urbano, in cui si ritrova anche un bosco verticale chiamato Greeny Todd. Non mancano riferimenti interessanti che esulano dal contesto, come il totem centrale in granito nero assoluto, omaggio al monolite di Stanley Kubrick in “2001: Odissea nello spazio”, in cui tra l’altro sono posizionati schermi multimediali e una lavagna interattiva per interagire con il Lab in modo veloce e dinamico. 

 

BS LAB è un cuore pulsante in centro città, con la quale entra in contatto tramite vetrate che proiettano gli ospiti verso l’esterno e i passanti verso l’intero, enfatizzando gli spazi. Le vetrine espositive sono mobili, per consentire una continua rimodulazione delle aree in base alle esigenze. 

L’idea rappresenta una scommessa sulla quale Salvo ha voluto puntare. Partendo da un background personale e familiare, radici solide e competenze acquisite nel corso degli anni durante esperienze lavorative in Italia e all’estero, Belfiore sfrutta il cambio generazionale proponendo uno sguardo al futuro preciso, inclusivo e coinvolgente, un progetto dal quale si rimane colpiti e affascinati alla prima visita.

 

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